Friday, 1 September 2017

CeX arriva a Parma!

CeX arriva a Parma!




Il nuovo negozio aprirà in Strada della Repubblica n.46, proprio di fronte alla Prefettura.

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CeX Parma
Strada della Repubblica, 46
Parma.
43121















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Tuesday, 27 June 2017

Ricercati - Reggio Emilia - Manager, Supervisori & Commessi

Ricercati Manager, Supervisori & Commessi. Noi compriamo, vendiamo e creiamo superstar! Clicca sul poster per ulteriori informazioni.










Tuesday, 20 June 2017

Arrival


Ci sono stati alcuni film di fantascienza assolutamente fantastici ultimamente. Da "The
Martian" (Ridley Scott) a "Interstellar" (Chris Nolan), hanno tutti cominciato a discostarsi
dalle classiche trame stile invasione, piuttosto andando molto più a fondo sia narrativamente
che filosoficamente. "Arrival", diretto da Denis Villeneuve, è un altro del genere - un
ingegnoso mix di scienza, filosofia e immagini meravigliose che si fondono per creare
qualcosa di maestoso.


La Dottoressa Louise Banks (Amy Adams), esperta in linguistica, sta per cominciare una conferenza quando viene avvisata di guardare il telegiornale. Nessuno sa cosa sta succedendo ma sembra che la vita aliena si sia finalmente infiltrata sulla Terra sotto forma di 12 gigantesche navi volanti (che ricordano un po' i monoliti di "2001: Odissea Nello Spazio"). La Dottoressa Banks viene avvicinata dall'esercito americano per aiutarli a tradurre le comunicazioni con gli alieni, quindi finisce per andare nella zona off-limits della nave più vicina in Montana, dove lavora fianco a fianco col fisico teoretico Ian Donnelly (Jeremy Renner) per scoprire perché gli alieni sono lì, scoprendo di più di quanto si aspettava.

"Arrival" non è solo parte dell'ondata di film di fantascienza originali, ma è molto di
più. La parte fondamentale della trama questa volta è il linguaggio - qualcosa che di
solito non è considerato molto. E' un concetto affascinante che non è stato esplorato
abbastanza nella filmografia, e che di sicuro ti fa pensare...se incontrassimo una
razza aliena, come riusciremmo a comunicare con loro?

Gli eptapodi, come vengono chiamati, hanno la loro personale forma di linguaggio scritta
che è drasticamente diversa dalla nostra, rendendo tutta la comunicazione con loro a dir
poco molto complicata. Queste scene dove umani e eptapodi comunicano attraverso la
scrittura sono quelle che risaltano nel film, dato che hanno una solennità immensa che è
accattivante da guardare. Adams e Renner sono affascinanti nei loro ruoli come Banks
e Donnelly, dominando lo schermo in una maniera calma e ispirata che ti fa trattenere
il respiro in anticipazione. C'è una sensazione continua di presentimento mentre la tensione
fra alcune razze umane cresce, il che, combinato con la suspense delle scene con gli alieni,
rende quasi impossibile distaccarsi dalla storia.

Non è solo la storia che esplora la tematica dell'interpretazione, visto che la
rivelazione a metà del film ci lascia ad interrogarci su come interpretiamo le cose
visualmente. Sia la trama che l'immaginario si intersecano splendidamente, risultando
in uno sguardo profondo sul linguaggio, la scienza e le connessioni fra i due, e quanto
sia semplice interpretare male qualcosa guardandolo solo da una prospettiva. Ha anche un
messaggio sottinteso: non trarre conclusioni affrettate, e non supporre mai niente.
Inoltre evidenzia quanto sia importante la comunicazione, che sia fra specie diverse o solo
fra uomini, e ritrae quanto è semplice per noi staccarci da questo.
Molto attuale, nonostante sia stato filmato appena meno di due anni fa.

L'altra cosa  che devo menzionare è la colonna sonora meravigliosamente sublime offerta
da Johann Johannson, che sta velocemente diventando uno dei miei compositori preferiti.
Ha anche composto la colonna sonora per "Sicario" (anche questo diretto da Villeneuve) che
è uscito l'anno scorso, e ancora una volta mostra quanto impatto può avere una colonna
sonora forte su un film.


"Arrival" è uno di quei film dove non vedrai molta azione, ma lascerà la tua testa piena
di domande. Meno per quelli che si chiedono "Cosa?" e più per i pensatori che si chiedono
"Perchè?" e "Come"?, è difficile non apprezzare un tale sofisticato ritratto di un
contatto alieno.

★★★★★

Hannah Read



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Wednesday, 31 May 2017

Oceania


E' difficile trovare un bambino a cui non piacciono almeno alcuni film Disney. Di recente
li ho trovati un po' alterni in quanto a qualità - da bambino ho amato tutti i film che ho visto,
ma ultimamente trovo che alcuni non abbiano abbastanza di quella scintilla Disney.

"Oceania" è finito nelle cronache dei giornali da un po' (principalmente a causa del costume di un bimbo che molti hanno trovato razzista) ma non lasciatevi buttare giù, questo è un classico film Disney che vale la pena di essere visto.



Ambientato su un'antica isola Polinesiana, Vaiana (Auli'i Cravalho), figlia del Capo Tui
(Temuera Morrison), sta crescendo velocemente per diventare il prossimo capo. Tutti sono piuttosto contenti tranne lei - da un evento mistico durante la sua infanzia è ossessionata dall'oceano,
anche se è risaputo all'interno della comunità che non si può navigare al di là della
barriera corallina a causa dei pericoli che incombono in mare aperto.

Sfortunatamente una piaga colpisce l'isola, e le loro scorte di cibo cominciano a scarseggiare,
quindi Vaiana coraggiosamente decide di prendere in mano la situazione per risolvere il problema imbarcandosi per sistemare le cose.


Devo dire che sono rimasto impressionato da "Oceania" dall'inizio alla fine. I giorni delle
principesse sottomesse che possono farcela solo con l'amore del loro principe
sono finiti - Vaiana è una protagonista femminile forte che ha anche difetti evidenti,
quindi è un ottimo modello di riferimento per gli spettatori più giovani. La cosa che lo
rende ancora migliore è il fatto che non c'è neanche un interesse amoroso in vista, con
la Disney che ha piuttosto deciso di concentrarsi sulle relazioni familiari e sul perdono.

Come Vaiana, ci sono altri grandi personaggi come la sua esageratamente pazza ma chiaramente saggia nonna Tala (Rachel House) - la sua ispirazione per prendere l'oceano - e Maui (Dwayne The Rock Johnson), un Semidio con tatuaggi semoventi che finisce per spendere molto più tempo con Vaiana di quanto preventivato. Anche se è un personaggio minore, Jermaine Clement (lo ricorderete come l'occhialuto membro della band in "Flight Of The Conchords") è comunque ottimo nel ruolo di Tamatoa, un granchio gigante ossessionato dai ninnoli che aggiunge un tono leggermente differente alla colonna sonora.

L'umorismo è una parte fondamentale di "Oceania" - anche se è pieno del classico fascino
Disney c'è anche un bel po' di ironia sui loro vecchi film, ad esempio la battuta di Maui:
"Se indossi un vestito e hai un animaletto come spalla, sei una principessa." I bambini non
capiranno necessariamente questa battuta, ma aggiunge valore comico per gli adulti che
si stanno annoiando dei soliti format di animazione.


Parlando di animazione, sono rimasto a bocca aperta per la stilizzazione del film. C'è
un mix di classica animazione Disney e disegni in 2D che ricordano vagamente lo stile di
"Hercules". Le immagini sono piacevoli, e il dettaglio minuzioso delle consistenze come
l'acqua o i paesaggi magmatici danno vita all'ambiente.

"Oceania" è una gemma per tutti i bambini, e porta a casa un messaggio forte. E' forse
leggermente spaventoso in alcuni punti per gli spettatori più piccoli, ma accattivante
dall'inizio alla fine.


★★★★★

Hannah Read



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Thursday, 25 May 2017

Tales of Berseria


Se hai provato un gioco di ruolo giapponese (JRPG), allora hai giocato con tutti. Ho ragione? No! Be'... in realtà, per molto tempo, è stato così. Ma non per tutto il tempo: questa è una di quelle volte che rientra in "non per tutto il tempo!" Certo, se stessi giocando alla tombola del JRPG con Tales of Berseria come hai fatto finora, saresti probabilmente in linea per un premio niente male. Il mondo è minacciato da un cattivo che solo tu puoi fermare? Esatto. Abiti superstriminziti per i personaggi femminili? In realtà ToB non è troppo male in questo senso, ma il tuo personaggio (Velvet) è una donna con un costume predefinito che mette terribilmente freddo solo a guardarlo, quindi... ebbene sì. Un sacco di attrezzi da comprare, vendere e aggiornare? Esatto. Nemici che vagano senza meta fin quando non ti vedono e si lanciano all'attacco, incitando una specie di lotta in gabbia soprannaturale? Esatto. E così via.


I più perspicaci potrebbero aver notato che questo è l'ultimo della serie "Tales of", ma non c'è bisogno di aver giocato a uno qualunque dei suoi videogame per capire la storia. È come isolato dagli altri episodi, come Donald Trump e il genere umano. Be', non è proprio così. L'esperienza con i giochi precedenti però potrebbe aiutare nei combattimenti: non sono quello che uno si aspetterebbe e potrebbe richiede più allenamento di quanto ne serva all'inizio del gioco. È in tempo reale invece che a turni, ma lo stupido pulsante per colpire non funziona quasi su nulla se si passa dalla difficoltà più bassa in su.

Puoi prendere il controllo di qualsiasi membro attivo del tuo gruppo durante uno scontro e scambiare personaggio dentro e fuori se la giusta misura è... ma guarda, non ho tempo di parlare di ogni cosa. Centrale per uno scontro è la "barra dell'anima". Ogni personaggio ha un numero limitato di "anime". Quanto velocemente la barra si accorcia dipende da quali attacchi, o "arti" come il gioco li chiama, si utilizzano perché tutti ne richiedono una parte. Quando l'indicatore è vuoto, puoi ancora combattere, ma le probabilità che i nemici si difendano con successo dai tuoi attacchi diventano quasi una certezza. L'indicatore si riempie lentamente da solo, se glielo permetti, e puoi rubare o perdere le anime stordendo un nemico o venendo tramortito e in altri modi.

Ma non è tutto. Ci sono un sacco di arti da imparare e si dividono in una manciata di diversi tipi. La maggior parte dei nemici sono deboli o resistenti a certi tipi di attacchi. Come se non bastasse, puoi ideare tu stesso le combo per decidere la sequenza di mosse in base al pulsante utilizzato per attaccare; puoi stare in guardia, schivare, pianificare le tattiche per il tuo gruppo... ci vorrà tanto tempo - ma tanto - per controllare tutto. La cosa buona, però, è tirarsi indietro mantenendosi su una delle difficoltà più basse che è un'opzione completamente valida.


Stai pensando se è un affare? Dipende da quanta fretta hai di vedere il mondo, ma arrivare al finale in 30 ore sarebbe praticamente uno speedrun: io l'ho fatto in meno di 40, ma ho ignorato la maggior parte delle missioni secondarie. È un grande vecchio mondo con tanti luoghi da visitare, alcuni così distanti che serve una nave per andare da uno all'altro. Pirati, ricordi? Non è mica una storia senza né capo né coda.

★★★★☆


Luke Kemp

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Tuesday, 23 May 2017

Kingdom Hearts 2.8 Final Chapter Prologue


Il nome è sciocco ma Kingdom Hearts 2.8: Final Chapter Prologue è un disco diviso in tre parti uguali, due giochi e un film. Anche se potrebbe sembrare straordinariamente generoso, in verità non si tratta solo di un pacchetto per i veterani del franchising, ma anche per la stragrande maggioranza di fan che lo compreranno solo ed esclusivamente per il lungo demo.


La storia di Kingdom Hearts è stata raccontata varie volte nel corso di quattordici anni e in una dozzina di formati; se stai cercando di cominciare ora la serie, allora avrai parecchio da recuperare! Non c'è modo in cui io possa fare una sintesi decente ma, per chi non lo sapesse, in parole povere i personaggi originali di Square Enix combattono a fianco e contro i personaggi Disney, nel tentativo di fermare una minaccia che incombe su vari mondi. Infatti questi mondi sono spesso basati su famosi film o serie della casa di Topolino. È surreale quanto sembra, ma è a dir poco originale.

Back Story sarebbe stato un titolo più appropriato per il film, invece di "Back Cover", visto che fornisce qualche dettaglio sulle armi keyblade - sì, non hai letto male - che brandiscono gli eroi di Kingdom Hearts così come i Veggenti che le avevano in origine. Dura circa un'ora e visivamente sembra un bel filmato, ma niente di eccezionale. Va bene, ma le informazioni nuove sono poche per chi ha familiarità con la tradizione mentre probabilmente molti neofiti diranno "Eh? Che cosa?" a intervalli regolari.

Uno dei giochi, Dream Drop Distance, è in realtà una porta 3DS. Quindi, se non hai già un Nintendo 3DS e non intendi comprarlo solo per un gioco, adesso puoi giocare sullo schermo della TV... purché tu abbia una PS4, altrimenti dovresti rivedere le tue intenzioni. Anche se rimesso a nuovo - ha un buon numero di fotogrammi per secondo, non si blocca ed è tutto in HD come promesso - si vede che DDD è nato per essere usato su un dispositivo portatile. Le trame non sono esattamente quello che ci si aspetterebbe da un gioco per PS4 del 2017 e i modelli dei personaggi non sono più così belli una volta ingranditi sulla TV.

L'avventura, che ha una durata soddisfacente, ti farà visitare diversi scenari, fra cui quelli basati su Tron, Fantasia e Pinocchio. Lo sforzo è stato anche adattare, invece di scartare, gli elementi che in precedenza richiedevano un touchscreen così da avere ancora i minigiochi, tra cui quello di, fondamentalmente, accarezzare le creature create e reclutate per passare al livello successivo. Tuttavia ci sono problemi rilevanti, compresa la fotocamera ostile. Questa nuova versione era l'occasione perfetta per risolvere il problema; ma è leggermente peggiorato. Se la situazione era già abbastanza pessima su piccolo schermo cinque anni fa, non è proprio il genere di cosa con cui combattere oggi sul televisore. L'altro problema rimasto sta nel combattimento, che può semplicemente diventare un po' noioso, e un duello può trascinarsi troppo a lungo anche con la difficoltà impostata al minimo.

Gran parte della gente comprerà il gioco solo per A Fragmentary Passage, il nuovo episodio non disponibile al di fuori di questa collezione. Realizzato da zero per la nuova generazione, è discreto, la colonna sonora orchestrale è stupenda, ma la sua pecca è il numero di fotogrammi, che causa instabilità di tanto in tanto. Bastano più o meno due ore e mezza per finire tutto, cioè meno della durata di un film del Signore degli Anelli. 


Diamo a Cesare quel che è di Cesare, A Fragmentary Passage non è un contentino dato ai fan con la bava alla bocca per la prossima uscita di Kingdom Hearts 3. Ho già detto che la colonna sonora è strepitosa? Perché lo è, eccome! È un'esperienza un po' surreale, come del resto tutti i giochi Kingdom Hearts, ma con un paio di idee intelligenti e memorabili in più. Vale la pena giocarci, ma si può dire lo stesso del prezzo attuale? Ma c'è qualcuno che sta per andare avanti lo stesso, vero? Se sei un fan, ma non hai acquistato Dream Drop Distance la prima volta, potresti pensare di dare un senso al tuo denaro. Per tutti gli altri, consiglio di attendere di trovarlo tra le occasioni. 

★★★☆☆


Luke Kemp



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Thursday, 18 May 2017

Hitman: The Complete First Season


Quando Hitman: Absolution uscì cinque anni fa, fu come se le voci dei milioni di fan di Hitman all'improvviso gridassero in preda al terrore. Il gioco è stato un enorme passo falso per il franchising, che cercava di seguire una trama ben scritta e che tendeva verso un taglio molto più orientato all'azione di qualunque altro precedente titolo di Hitman. L'essenza di ciò che ha reso così popolari i giochi sviluppati da IO Interactive era andata completamente perduta e nessuno ne era contento.


Con Hitman: The Complete First Season tuttavia, la nave ha raddrizzato la rotta ed è stata guidata con sicurezza ancora una volta nella giusta direzione. Evitando una storia approfondita (anche se c'è un filo conduttore da seguire tra una missione e l'altra), questo nuovo approccio ad episodi è concentrato saldamente sulla presentazione dei giocatori con una serie di sei scenari ben disegnati, in cui portare a termine le missioni in qualunque modo tu voglia.

La scelta è all'ordine del giorno: mentre ognuna della mezza dozzina di destinazioni sparse per il mondo ha una storia con un bersaglio di cui occuparti, svariati sono i modi con cui uccidere queste persone. Puoi divertirti con la creatività: i giocatori possono scegliere di essere un vero killer silenzioso o sparare all'impazzata. Ce n'è davvero per tutti i gusti. Ogni episodio non ha limiti di tempo e sono incoraggiate e premiate la sperimentazione e l'esplorazione.

Gli sviluppatori hanno optato per una filosofia intelligente, rendendo Hitman incredibilmente accessibile sia ai fan di lungo corso della serie che alle matricole. Per quest'ultimi, si possono scoprire delle opportunità utili e tracciabili, che suggeriranno loro come eliminare gli obiettivi, mentre gli assassini esperti possono ignorarli del tutto e persino giocare con difficoltà estrema, in cui l'intelligenza artificiale aumentata e altri fattori complicheranno la vita. Ma in cima, c'è un numero spropositato di sfide extra, contratti bonus e modalità di gioco personalizzabili con cui metterti alla prova.

La novità più interessante di Hitman: The Complete First Season sono i Bersagli Elusivi. Di solito sono target specifici con contratti di 48 ore in tempo reale, dove hai una sola chance a disposizione per ucciderli. Non importa se commetti un errore o muori, non ci sono secondi tentativi. Per rendere le cose ancora più difficili, sono state disattivate sia la ferocia sia la vista in stile radar di Hitman. Dovrai ricorrere davvero a tutte le tue abilità da killer in queste missioni a tempo. Sono di gran lunga più difficili e possono renderti nervoso, ma sono sicuramente più gratificanti da portare a termine.


È semplicemente un piacere esplorare ogni luogo dell'open world per pianificare gli omicidi da compiere. Hitman: The Complete First Season non è solo migliore di qualsiasi altro gioco precedente di Hitman; rende giustizia a tutti gli errori commessi con Absolution grazie alla grafica più bella, per non parlare degli effetti sonori.

Verdetto finale: questa volta, l'Agente 47 riesce davvero a colpire nel segno.

★★★★★


Robin Parker

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