Monday, 1 January 2018

Buon anno da tutti noi di CeX!





Il 2017 è stato un gran anno  e speriamo che siate curiosi di vedere cosa abbiamo in programma per il 2018!

Babbo Natale non ha ricevuto la tua lettera questo Natale? Puoi scambiare ciò che non vuoi per contanti o voucher nei nostri negozi!

Il nostro staff ti sta aspettando con un tesoro di gadget, giochi e DVD dal quale è possibile acquistare, vendere e scambiare per ottenere ciò che desideri. Se sei ancora nella pausa natalizia o semplicemente non riesci a raggiungere il negozio locale, controlla i nostri prezzi su webuy.com

La maggior parte dei nostri negozi è aperta a Capodanno e puoi controllare il tuo negozio locale e gli orari di apertura QUI.

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Monday, 25 December 2017

Vi auguriamo il migliore dei Cexy Natali!

Da parte di tutti qui da Cex, Vi auguriamo il migliore dei Cexy Natali.
Speriamo che sia 
pieno di regali, dolciumi e un sacco di amore per tutti!



Se Babbo Natale non ha ricevuto la tua lista questo CeXy Natale, ricordati che puoi
scambiare i giochi che non vuoi più e i tuoi gadget per contanti o voucher da CeX -
la maggior parte dei nostri negozi aprono già il 26!
Potete trovare il negozio più vicino QUI 


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Friday, 1 September 2017

CeX arriva a Parma!

CeX arriva a Parma!




Il nuovo negozio aprirà in Strada della Repubblica n.46, proprio di fronte alla Prefettura.

Tieni d'occhio la nostra pagina FaceBook per scoprire il giorno di apertura.

Vieni ad acquistare, vendere o scambiare i tuoi telefoni, tablet, computer, videogiochi o DVD.

CeX Parma
Strada della Repubblica, 46
Parma.
43121















Prendi Il tuo CeX quotidiano


Tuesday, 27 June 2017

Ricercati - Reggio Emilia - Manager, Supervisori & Commessi

Ricercati Manager, Supervisori & Commessi. Noi compriamo, vendiamo e creiamo superstar! Clicca sul poster per ulteriori informazioni.










Tuesday, 20 June 2017

Arrival


Ci sono stati alcuni film di fantascienza assolutamente fantastici ultimamente. Da "The
Martian" (Ridley Scott) a "Interstellar" (Chris Nolan), hanno tutti cominciato a discostarsi
dalle classiche trame stile invasione, piuttosto andando molto più a fondo sia narrativamente
che filosoficamente. "Arrival", diretto da Denis Villeneuve, è un altro del genere - un
ingegnoso mix di scienza, filosofia e immagini meravigliose che si fondono per creare
qualcosa di maestoso.


La Dottoressa Louise Banks (Amy Adams), esperta in linguistica, sta per cominciare una conferenza quando viene avvisata di guardare il telegiornale. Nessuno sa cosa sta succedendo ma sembra che la vita aliena si sia finalmente infiltrata sulla Terra sotto forma di 12 gigantesche navi volanti (che ricordano un po' i monoliti di "2001: Odissea Nello Spazio"). La Dottoressa Banks viene avvicinata dall'esercito americano per aiutarli a tradurre le comunicazioni con gli alieni, quindi finisce per andare nella zona off-limits della nave più vicina in Montana, dove lavora fianco a fianco col fisico teoretico Ian Donnelly (Jeremy Renner) per scoprire perché gli alieni sono lì, scoprendo di più di quanto si aspettava.

"Arrival" non è solo parte dell'ondata di film di fantascienza originali, ma è molto di
più. La parte fondamentale della trama questa volta è il linguaggio - qualcosa che di
solito non è considerato molto. E' un concetto affascinante che non è stato esplorato
abbastanza nella filmografia, e che di sicuro ti fa pensare...se incontrassimo una
razza aliena, come riusciremmo a comunicare con loro?

Gli eptapodi, come vengono chiamati, hanno la loro personale forma di linguaggio scritta
che è drasticamente diversa dalla nostra, rendendo tutta la comunicazione con loro a dir
poco molto complicata. Queste scene dove umani e eptapodi comunicano attraverso la
scrittura sono quelle che risaltano nel film, dato che hanno una solennità immensa che è
accattivante da guardare. Adams e Renner sono affascinanti nei loro ruoli come Banks
e Donnelly, dominando lo schermo in una maniera calma e ispirata che ti fa trattenere
il respiro in anticipazione. C'è una sensazione continua di presentimento mentre la tensione
fra alcune razze umane cresce, il che, combinato con la suspense delle scene con gli alieni,
rende quasi impossibile distaccarsi dalla storia.

Non è solo la storia che esplora la tematica dell'interpretazione, visto che la
rivelazione a metà del film ci lascia ad interrogarci su come interpretiamo le cose
visualmente. Sia la trama che l'immaginario si intersecano splendidamente, risultando
in uno sguardo profondo sul linguaggio, la scienza e le connessioni fra i due, e quanto
sia semplice interpretare male qualcosa guardandolo solo da una prospettiva. Ha anche un
messaggio sottinteso: non trarre conclusioni affrettate, e non supporre mai niente.
Inoltre evidenzia quanto sia importante la comunicazione, che sia fra specie diverse o solo
fra uomini, e ritrae quanto è semplice per noi staccarci da questo.
Molto attuale, nonostante sia stato filmato appena meno di due anni fa.

L'altra cosa  che devo menzionare è la colonna sonora meravigliosamente sublime offerta
da Johann Johannson, che sta velocemente diventando uno dei miei compositori preferiti.
Ha anche composto la colonna sonora per "Sicario" (anche questo diretto da Villeneuve) che
è uscito l'anno scorso, e ancora una volta mostra quanto impatto può avere una colonna
sonora forte su un film.


"Arrival" è uno di quei film dove non vedrai molta azione, ma lascerà la tua testa piena
di domande. Meno per quelli che si chiedono "Cosa?" e più per i pensatori che si chiedono
"Perchè?" e "Come"?, è difficile non apprezzare un tale sofisticato ritratto di un
contatto alieno.

★★★★★

Hannah Read



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Wednesday, 31 May 2017

Oceania


E' difficile trovare un bambino a cui non piacciono almeno alcuni film Disney. Di recente
li ho trovati un po' alterni in quanto a qualità - da bambino ho amato tutti i film che ho visto,
ma ultimamente trovo che alcuni non abbiano abbastanza di quella scintilla Disney.

"Oceania" è finito nelle cronache dei giornali da un po' (principalmente a causa del costume di un bimbo che molti hanno trovato razzista) ma non lasciatevi buttare giù, questo è un classico film Disney che vale la pena di essere visto.



Ambientato su un'antica isola Polinesiana, Vaiana (Auli'i Cravalho), figlia del Capo Tui
(Temuera Morrison), sta crescendo velocemente per diventare il prossimo capo. Tutti sono piuttosto contenti tranne lei - da un evento mistico durante la sua infanzia è ossessionata dall'oceano,
anche se è risaputo all'interno della comunità che non si può navigare al di là della
barriera corallina a causa dei pericoli che incombono in mare aperto.

Sfortunatamente una piaga colpisce l'isola, e le loro scorte di cibo cominciano a scarseggiare,
quindi Vaiana coraggiosamente decide di prendere in mano la situazione per risolvere il problema imbarcandosi per sistemare le cose.


Devo dire che sono rimasto impressionato da "Oceania" dall'inizio alla fine. I giorni delle
principesse sottomesse che possono farcela solo con l'amore del loro principe
sono finiti - Vaiana è una protagonista femminile forte che ha anche difetti evidenti,
quindi è un ottimo modello di riferimento per gli spettatori più giovani. La cosa che lo
rende ancora migliore è il fatto che non c'è neanche un interesse amoroso in vista, con
la Disney che ha piuttosto deciso di concentrarsi sulle relazioni familiari e sul perdono.

Come Vaiana, ci sono altri grandi personaggi come la sua esageratamente pazza ma chiaramente saggia nonna Tala (Rachel House) - la sua ispirazione per prendere l'oceano - e Maui (Dwayne The Rock Johnson), un Semidio con tatuaggi semoventi che finisce per spendere molto più tempo con Vaiana di quanto preventivato. Anche se è un personaggio minore, Jermaine Clement (lo ricorderete come l'occhialuto membro della band in "Flight Of The Conchords") è comunque ottimo nel ruolo di Tamatoa, un granchio gigante ossessionato dai ninnoli che aggiunge un tono leggermente differente alla colonna sonora.

L'umorismo è una parte fondamentale di "Oceania" - anche se è pieno del classico fascino
Disney c'è anche un bel po' di ironia sui loro vecchi film, ad esempio la battuta di Maui:
"Se indossi un vestito e hai un animaletto come spalla, sei una principessa." I bambini non
capiranno necessariamente questa battuta, ma aggiunge valore comico per gli adulti che
si stanno annoiando dei soliti format di animazione.


Parlando di animazione, sono rimasto a bocca aperta per la stilizzazione del film. C'è
un mix di classica animazione Disney e disegni in 2D che ricordano vagamente lo stile di
"Hercules". Le immagini sono piacevoli, e il dettaglio minuzioso delle consistenze come
l'acqua o i paesaggi magmatici danno vita all'ambiente.

"Oceania" è una gemma per tutti i bambini, e porta a casa un messaggio forte. E' forse
leggermente spaventoso in alcuni punti per gli spettatori più piccoli, ma accattivante
dall'inizio alla fine.


★★★★★

Hannah Read



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Thursday, 25 May 2017

Tales of Berseria


Se hai provato un gioco di ruolo giapponese (JRPG), allora hai giocato con tutti. Ho ragione? No! Be'... in realtà, per molto tempo, è stato così. Ma non per tutto il tempo: questa è una di quelle volte che rientra in "non per tutto il tempo!" Certo, se stessi giocando alla tombola del JRPG con Tales of Berseria come hai fatto finora, saresti probabilmente in linea per un premio niente male. Il mondo è minacciato da un cattivo che solo tu puoi fermare? Esatto. Abiti superstriminziti per i personaggi femminili? In realtà ToB non è troppo male in questo senso, ma il tuo personaggio (Velvet) è una donna con un costume predefinito che mette terribilmente freddo solo a guardarlo, quindi... ebbene sì. Un sacco di attrezzi da comprare, vendere e aggiornare? Esatto. Nemici che vagano senza meta fin quando non ti vedono e si lanciano all'attacco, incitando una specie di lotta in gabbia soprannaturale? Esatto. E così via.


I più perspicaci potrebbero aver notato che questo è l'ultimo della serie "Tales of", ma non c'è bisogno di aver giocato a uno qualunque dei suoi videogame per capire la storia. È come isolato dagli altri episodi, come Donald Trump e il genere umano. Be', non è proprio così. L'esperienza con i giochi precedenti però potrebbe aiutare nei combattimenti: non sono quello che uno si aspetterebbe e potrebbe richiede più allenamento di quanto ne serva all'inizio del gioco. È in tempo reale invece che a turni, ma lo stupido pulsante per colpire non funziona quasi su nulla se si passa dalla difficoltà più bassa in su.

Puoi prendere il controllo di qualsiasi membro attivo del tuo gruppo durante uno scontro e scambiare personaggio dentro e fuori se la giusta misura è... ma guarda, non ho tempo di parlare di ogni cosa. Centrale per uno scontro è la "barra dell'anima". Ogni personaggio ha un numero limitato di "anime". Quanto velocemente la barra si accorcia dipende da quali attacchi, o "arti" come il gioco li chiama, si utilizzano perché tutti ne richiedono una parte. Quando l'indicatore è vuoto, puoi ancora combattere, ma le probabilità che i nemici si difendano con successo dai tuoi attacchi diventano quasi una certezza. L'indicatore si riempie lentamente da solo, se glielo permetti, e puoi rubare o perdere le anime stordendo un nemico o venendo tramortito e in altri modi.

Ma non è tutto. Ci sono un sacco di arti da imparare e si dividono in una manciata di diversi tipi. La maggior parte dei nemici sono deboli o resistenti a certi tipi di attacchi. Come se non bastasse, puoi ideare tu stesso le combo per decidere la sequenza di mosse in base al pulsante utilizzato per attaccare; puoi stare in guardia, schivare, pianificare le tattiche per il tuo gruppo... ci vorrà tanto tempo - ma tanto - per controllare tutto. La cosa buona, però, è tirarsi indietro mantenendosi su una delle difficoltà più basse che è un'opzione completamente valida.


Stai pensando se è un affare? Dipende da quanta fretta hai di vedere il mondo, ma arrivare al finale in 30 ore sarebbe praticamente uno speedrun: io l'ho fatto in meno di 40, ma ho ignorato la maggior parte delle missioni secondarie. È un grande vecchio mondo con tanti luoghi da visitare, alcuni così distanti che serve una nave per andare da uno all'altro. Pirati, ricordi? Non è mica una storia senza né capo né coda.

★★★★☆


Luke Kemp

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