Thursday, 25 May 2017

Tales of Berseria


Se hai provato un gioco di ruolo giapponese (JRPG), allora hai giocato con tutti. Ho ragione? No! Be'... in realtà, per molto tempo, è stato così. Ma non per tutto il tempo: questa è una di quelle volte che rientra in "non per tutto il tempo!" Certo, se stessi giocando alla tombola del JRPG con Tales of Berseria come hai fatto finora, saresti probabilmente in linea per un premio niente male. Il mondo è minacciato da un cattivo che solo tu puoi fermare? Esatto. Abiti superstriminziti per i personaggi femminili? In realtà ToB non è troppo male in questo senso, ma il tuo personaggio (Velvet) è una donna con un costume predefinito che mette terribilmente freddo solo a guardarlo, quindi... ebbene sì. Un sacco di attrezzi da comprare, vendere e aggiornare? Esatto. Nemici che vagano senza meta fin quando non ti vedono e si lanciano all'attacco, incitando una specie di lotta in gabbia soprannaturale? Esatto. E così via.


I più perspicaci potrebbero aver notato che questo è l'ultimo della serie "Tales of", ma non c'è bisogno di aver giocato a uno qualunque dei suoi videogame per capire la storia. È come isolato dagli altri episodi, come Donald Trump e il genere umano. Be', non è proprio così. L'esperienza con i giochi precedenti però potrebbe aiutare nei combattimenti: non sono quello che uno si aspetterebbe e potrebbe richiede più allenamento di quanto ne serva all'inizio del gioco. È in tempo reale invece che a turni, ma lo stupido pulsante per colpire non funziona quasi su nulla se si passa dalla difficoltà più bassa in su.

Puoi prendere il controllo di qualsiasi membro attivo del tuo gruppo durante uno scontro e scambiare personaggio dentro e fuori se la giusta misura è... ma guarda, non ho tempo di parlare di ogni cosa. Centrale per uno scontro è la "barra dell'anima". Ogni personaggio ha un numero limitato di "anime". Quanto velocemente la barra si accorcia dipende da quali attacchi, o "arti" come il gioco li chiama, si utilizzano perché tutti ne richiedono una parte. Quando l'indicatore è vuoto, puoi ancora combattere, ma le probabilità che i nemici si difendano con successo dai tuoi attacchi diventano quasi una certezza. L'indicatore si riempie lentamente da solo, se glielo permetti, e puoi rubare o perdere le anime stordendo un nemico o venendo tramortito e in altri modi.

Ma non è tutto. Ci sono un sacco di arti da imparare e si dividono in una manciata di diversi tipi. La maggior parte dei nemici sono deboli o resistenti a certi tipi di attacchi. Come se non bastasse, puoi ideare tu stesso le combo per decidere la sequenza di mosse in base al pulsante utilizzato per attaccare; puoi stare in guardia, schivare, pianificare le tattiche per il tuo gruppo... ci vorrà tanto tempo - ma tanto - per controllare tutto. La cosa buona, però, è tirarsi indietro mantenendosi su una delle difficoltà più basse che è un'opzione completamente valida.


Stai pensando se è un affare? Dipende da quanta fretta hai di vedere il mondo, ma arrivare al finale in 30 ore sarebbe praticamente uno speedrun: io l'ho fatto in meno di 40, ma ho ignorato la maggior parte delle missioni secondarie. È un grande vecchio mondo con tanti luoghi da visitare, alcuni così distanti che serve una nave per andare da uno all'altro. Pirati, ricordi? Non è mica una storia senza né capo né coda.

★★★★☆


Luke Kemp

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