Thursday, 4 May 2017

Inferno


A volte mi chiedo perché si cerchi ancora di adattare i libri in film. Naturalmente ci sono stati alcuni strabilianti esempi di "sceneggiatura non originale", ma troppo spesso capita di sentire l'affermazione: "il libro è di gran lunga migliore del film, ovviamente". Purtroppo si ripete anche in questo caso, con il terzo adattamento cinematografico di un romanzo di Dan Brown sotto la regia di Ron Howard: questa volta, si tratta di "Inferno".


Tom Hanks è tornato a interpretare Robert Langdon, il noto esperto di simbologia e docente universitario, che sembra ritrovarsi molto più in pericolo di quanto si possa immaginare dal suo titolo professionale. Un giorno, Langdon si risveglia a Firenze senza ricordare nulla di quanto accaduto recentemente ed ha alcune bizzarre visioni che non sembrano proprio avere alcun senso. Dopo essere stato inseguito da un carabiniere ed essersi rifugiato nella casa del suo medico Sienna Brooks (Felicity Jones), Langdon si rende conto che c'è in atto qualcosa di più grande. Preoccupato per la minaccia del defunto Bertrand Zobrist (Ben Foster) che ha intenzione di risolvere il problema del sovraffollamento eliminando metà della popolazione mondiale, il duo deve localizzare il pericolo correndo, come al solito, contro il tempo e risolvendo i ben noti enigmi cifrati.

Contrariamente a molti altri, sono davvero un fan della serie dei romanzi di Dan Brown, una lettura avvincente nelle cui pagine il mondo della simbologia prende vita. Mentre "Il Codice da Vinci" è stato probabilmente il miglior adattamento cinematografico della serie (anche se non è stato una grande impresa, data la concorrenza), questo non rende giustizia al libro. È come se tutta l'emozione e il mistero siano stati risucchiati via: sì, ci sono ancora colpi di scena e frenetiche scene d'azione, ma ad essi si aggiungono dialoghi banali stracolmi di informazioni con il risultato che niente ha veramente molto senso.

È così brutto che persino Tom Hanks (senza dubbio uno degli attori più amati d'America) è stato un vero spreco in questo film. Recita bene, così come Foster nei panni del pazzo psicopatico Zobrist, ma semplicemente non basta. Felicity Jones sembra la più incredibile per la sua rigidità e purtroppo la sua mediocre performance sminuisce completamente qualunque altra buona prova di recitazione. 


Vorrei poter dire che almeno è stato girato bene ma, purtroppo, neanche questo è il caso. Assistiamo a un inizio abbastanza scadente che dura anche troppo, nel tentativo di offuscare la nostra comprensione su ciò che è la realtà e ciò che invece è solo qualche scena orribile nella mente di Langdon. Ho capito quali erano le loro intenzioni, ma sfortunatamente non ha funzionato. Alcune delle scene meno bizzarre erano così inverosimili che non potevo neanche immaginare di crederci, dai difetti minori come Sienna che riesce a leggere lettere quasi microscopiche all'interno di un dipinto dall'altra parte della stanza, allo scenario fin troppo familiare in cui Sienna e Langdon riescono ad accedere a tutte le aree vietate con facilità.
Se vuoi guardare un bel film con Tom Hanks, scegli "Il ponte delle spie" o "Cast away", se preferisci fare un tuffo nel passato. Se è Dan Brown che stai cercando, basta rileggere i libri. Ci sono moltissimi ottimi modi per trascorrere due ore, ma guardare questo festival dello sbadiglio continuo non è di certo uno di questi. 

★☆☆☆☆

Hannah Read



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